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Prometeo e l'astuzia

Livello B2 · 350 parole

Prometeo e l'astuzia

C'era una volta, ai margini di un vecchio bosco dove scorrevano acque fresche, viveva il saggio maestro Prometeo. Il maestro intelligente voleva mostrare la strada alle persone con le opere che modellava nell'argilla e insegnare loro le virtù. Un giorno decise di fare la statua liscia e magnifica della Verità che avrebbe guidato l'umanità. Impastò con pazienza l'argilla rossa e le diede una forma così elegante che scaldava il cuore di chiunque guardasse la statua. Questa statua, che stava nell'angolo della bottega che brillava come l'argento, era il simbolo più bello dell'onestà. Proprio in quel momento il dio principale Zeus mandò un messaggio urgente e chiamò il saggio maestro nel suo palazzo. Quando Prometeo lasciò la bottega, il suo apprendista furbo e geloso Inganno scivolò dentro di nascosto.

L'apprendista furbo guardò l'opera meravigliosa del suo maestro e decise di farne un gemello. «Io ho tanto talento quanto il maestro e posso ingannare tutti», sussurrò tra sé. Modellò l'argilla in gran fretta e cercò di fare una copia esatta della statua che aveva fatto il suo maestro. Completò alla perfezione la testa e il corpo della statua, ma quando arrivò ai piedi l'argilla gli finì. Poiché il tempo si faceva corto, mise in fretta accanto al forno la statua a cui mancavano i piedi. Quando Prometeo tornò, guardò con ammirazione le due statue che stavano una accanto all'altra e non poté capire la differenza tra loro. «Tutte e due sembrano perfette», disse, e soffiò il respiro della vita in tutte e due le statue.

La statua vera che prese respiro cominciò subito a camminare in avanti con passi gravi e sicuri. Ma la statua falsa che aveva fatto l'apprendista furbo rimase inchiodata sul posto perché non aveva piedi. Per quanto bella sembri la falsità, le manca sempre un appoggio per fare un passo. Il saggio maestro capì il suo errore e diede il nome di Menzogna a quest'opera incompleta che aveva fatto l'apprendista. Da quel giorno l'onestà passeggia liberamente per il mondo, mentre la menzogna è rimasta sempre incastrata al suo posto. Anche se la realtà imitata abbaglia l'occhio a prima vista, la menzogna non ha piedi per camminare. Le bugie hanno le gambe corte.