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Lo spaventapasseri

Livello C2 · 397 parole

Lo spaventapasseri

C'era una volta, in una valle fertile dove il vento sussurrava dolcemente, un abbagliante campo di grano dorato. Proprio in mezzo a questo campo si ergeva un maestoso spaventapasseri con un cappello logoro in testa e un caldo cuore di paglia nel petto. La gente del luogo lo considerava il guardiano invincibile del campo per il suo aspetto spaventoso e se ne teneva lontana. Eppure, dietro il suo portamento maestoso, questo spaventapasseri solitario possedeva un animo estremamente sensibile che si avvicinava con amore a ogni essere vivente della natura. Di giorno contemplava il cielo sconfinato, e di notte trascorreva il tempo ascoltando in silenzio le fiabe scintillanti delle stelle. In un caldo pomeriggio d'estate, un enorme stormo di corvi affamati per la siccità coprì all'improvviso il cielo. Il capo superbo dello stormo si posò con aria audace sulla spalla di legno dello spaventapasseri e cominciò a gracchiare.

"O uomo di legno, fatti subito da parte affinché riempiamo i nostri ventri con questi gustosi chicchi di grano!" gridò. Lo spaventapasseri li avvertì con un sorriso saggio: "Se saccheggiate questo campo, il laborioso contadino resterà affamato per tutto l'inverno." Il capo dei corvi non diede alcun peso a questo avvertimento e si lanciò avidamente sulla prima spiga fresca. Allora lo spaventapasseri cominciò a sbattere le sue braccia di legno con grande furia, aiutato dal forte vento che soffiava. Le vecchie campane di metallo attaccate alla sua veste risuonarono all'improvviso, echeggiarono nella valle e spaventarono i corvi. "Non vi permetterò mai di danneggiare questo campo sacro seminato con il sudore della fronte!" ruggì lo spaventapasseri. Davanti a questa volontà incrollabile e a quella voce maestosa che si levava, lo stormo fu preso dal terrore in un attimo e si ritirò.

Questo atteggiamento risoluto e il cuore nobile che lo spaventapasseri mostrò destarono una profonda ammirazione nella mente dei corvi affamati. Il capo dei corvi scese planando con aria vergognosa, chiese scusa e promise che non avrebbero mai danneggiato il raccolto del campo. Anche lo spaventapasseri, davanti a tanta sincerità, mostrò la sua generosità e accettò di condividere con loro i chicchi caduti sparsi sulla terra. Così furono gettate nella valle le fondamenta di una profonda amicizia e di una pace che sarebbero durate per lunghi anni. Il contadino invece, quando giunse l'autunno, raccolse con gioia l'abbondanza del suo campo e sorrise con gratitudine al suo fedele spaventapasseri. Un atteggiamento giusto e risoluto è capace di trasformare persino le inimicizie più spietate in amicizie durature. Chi fa del bene riceve del bene.