La volpe e la scimmia malata
C'era una volta, nel cuore di una foresta misteriosa dove alberi enormi coprivano il cielo con le loro foglie fitte, viveva una volpe rossa nota per la sua astuzia. Sulle alte rupi di questa foresta regnava invece una vecchia scimmia oltremodo superba che si era proclamata tiranna della foresta. Un bel giorno, uno strano sussurro che si diffuse nella foresta spinse tutte le creature ingannatrici e gli animali innocenti in una curiosità profonda. A quanto si diceva, la vecchia scimmia si era ammalata all'improvviso di un male implacabile ed era costretta a letto nella sua caverna buia. L'aria umida e fresca della caverna sembrava invitare le creature di fuori a far visita a questo vecchio sovrano. Le gazzelle, i conigli e gli uccelli servizievoli che ricevettero la notizia presero a turno la via della caverna per porgere i loro auguri di pronta guarigione. La volpe rossa, nota per la sua natura diffidente, non si affrettò subito ma decise di nascondersi dietro i cespugli vicini alla caverna e di osservare i dintorni.
I gemiti che salivano dalla caverna immergevano nella tristezza gli innocenti abitanti della foresta che stavano fuori e li incoraggiavano a entrare. La scimmia chiamava con voce debole: "Ah, cari amici miei, venite da me in questi giorni solitari e datemi conforto." Ma quando la volpe alzò il suo muso appuntito in aria ed esaminò con attenzione il terreno, notò uno strano particolare. Sul fango morbido si vedevano con chiarezza molte impronte fresche che avanzavano verso l'interno. Tuttavia capì che dalla bocca buia della caverna non usciva neppure una sola traccia. La scimmia astuta all'interno, vedendo l'ombra della volpe, insistette con voce fioca perché entrasse anche lei. La scimmia chiese: "Perché stai fuori, bella volpe, non vuoi entrare a consolare il tuo vecchio amico?"
La volpe, mantenendo la sua distanza sicura sulle rupi, rispose alla scimmia con un sorriso arguto. "La mia intenzione era di farti visita, cara scimmia, ma i segni sul terreno mi hanno fermata", disse la volpe. "Vedo molte impronte che entrano nella tua caverna, ma non c'è neppure una traccia che ne esca", aggiunse. La scimmia travestita da malata, capendo che la sua trappola era stata scoperta, sprofondò nel silenzio piena di vergogna e di rabbia. La volpe accorta si allontanò rapidamente dalla caverna pericolosa e continuò a vivere liberamente nelle profondità della foresta. La persona accorta è colei che osserva gli errori in cui sono caduti gli altri e muove i propri passi con prudenza. Un villaggio che si vede non ha bisogno di guida.