La volpe che confessò il gallo
Tanto tempo fa, sullo steccato di una fattoria allegra dove le spighe dorate sussurravano, viveva un gallo superbo dalla bella cresta. Alle prime luci del mattino quel gallo svegliava con la sua voce acuta tutta la valle e spargeva allegria tutt'intorno. Nelle profondità del bosco, invece, si aggirava una vecchia volpe famosa per la sua astuzia, con gli occhi lucenti di avidità. Un bel giorno la volpe si mise in testa di catturare quel bel gallo che stava sull'alto steccato. Ma poiché sapeva che era difficile raggiungere il gallo, le venne in mente un inganno subdolo e un dolce gioco. Avvicinandosi a passi lenti ai piedi dello steccato, la volpe piegò il collo e alzò il capo con aria afflitta. "O augusto gallo, araldo dell'ora dell'alba, presta orecchio alla mia voce, ti prego", chiamò.
Guardando in basso con sospetto, il gallo domandò: "Che affare può avere con me un cacciatore come te?" La volpe trasse un profondo sospiro e proseguì il suo discorso, lasciando cadere dagli occhi una lacrima falsa. "Mi sono pentita di tutti i peccati che ho commesso in passato e ho deciso di fare penitenza con tutta sincerità." "Per anni ho cacciato uccelli innocenti come te; mi contorco per il rimorso e non riesco a dormire la notte." "Se scendi quaggiù e ascolti la mia confessione, la mia anima troverà pace e mi affiderò interamente a te." Il gallo non credette molto a quel cambiamento improvviso ed esagerato della volpe astuta, ma non perse neppure la calma. "Hai dunque rinunciato a quella buia avidità che porti dentro e vuoi essere perdonata?" rispose il gallo.
"Sì, amico mio; scendi dallo steccato, ti prego, così ci abbracciamo e suggelliamo questa pace", disse la volpe con entusiasmo. Il gallo tese il becco, contemplò l'orizzonte e sorrise con saggezza. "Scenderei ad ascoltare la tua confessione, ma sarebbe più giusto aspettare la muta di levrieri che viene dietro di te", disse. "Anche i grandi cani da pastore corrono da questa parte, e vorranno di certo assistere a questa tua santa penitenza." Alla parola "levrieri" il pelo della volpe si rizzò e i suoi occhi si spalancarono per il terrore. "Avevo una faccenda urgente; ci rivedremo un'altra volta!" disse, e fuggì nel bosco senza nemmeno voltarsi indietro. Il gallo saggio invece, ridendo forte dietro al suo astuto amico, continuò a restare al sicuro sul suo steccato. Per capire l'intenzione dei bugiardi che fingono pentimento con dolci parole, bisogna guardare non solo alle loro parole ma alle loro azioni passate. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.