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La sventura del lupo

Livello C2 · 353 parole

La sventura del lupo

C'era una volta, ai margini di un bosco appartato dove scorrevano dolcemente acque fresche, viveva un lupo affamato. Questo lupo screziato, che aveva lo stomaco vuoto da giorni, sentiva l'appetito crescere con impazienza ogni volta che vedeva gli animali grassi pascolare nella valle. Tuttavia questa creatura orgogliosa, che si vantava della propria astuzia, non confidava soltanto nella sua forza, ma anche nella sua mente. Mentre spiava un'occasione nel folto del bosco, gli cadde l'occhio su una cavalla marrone che pascolava serena nel prato vicino. Avvicinandosi alla cavalla con passi sornioni, il lupo ringhiò: "Recita la tua ultima preghiera, perché ti mangerò per colazione." La cavalla intelligente, senza scomporsi, disse: "Puoi mangiarmi, ma sul mio zoccolo posteriore c'è un testamento scritto da un maestro maniscalco."

Quando il lupo, vinto dalla curiosità, si chinò per leggere il testamento, la cavalla sferrò un calcio così violento da rompere la mascella al lupo. Indietreggiando per il dolore, il lupo, sbalordito da ciò che gli era accaduto, fuggì di là e si rifugiò sulla riva del ruscello. Proprio in quel momento si accorse che sulla riva opposta del ruscello pascolava un montone grasso. Nonostante la zampa zoppicante, si avvicinò al montone e gridò: "Questa volta non mi sfuggirai." Il montone sorrise con calma e disse: "Se vuoi mangiarmi senza faticare, apri la bocca ai piedi della collina e io salterò dritto nella tua gola." Il lupo ingordo accettò subito questa offerta e aprì la bocca il più possibile ai piedi della collina.

Il montone corse giù dalla collina a tutta velocità e colpì il petto del lupo con le sue corna dure così forte che il lupo stramazzò a terra. Lo sfortunato lupo, con le ossa doloranti là dove era caduto, cercò a lungo di respirare in mezzo alla polvere. Ripensò a una a una alle sciagure che aveva subito confidando troppo nella propria astuzia e inseguendo prede facili. Capì di aver tardato a comprendere che non sapeva leggere né poteva catturare la preda che volava nell'aria. Mentre gli animali saggi continuavano a pascolare allegramente, il lupo sventurato strisciò malconcio verso le profondità del bosco. Chi ritiene la propria mente superiore a quella degli altri finisce alla fine vittima della propria astuzia. Il cacciatore diventa spesso la preda.