La rondine e i passeri
Tanto tempo fa, sul bordo di una vasta pianura dove ondeggiavano spighe dorate, viveva una rondine saggia. Questa rondine era un uccello delicato e intelligente che aveva decifrato la lingua delle stagioni e appreso tutti i segreti del cielo. Nei cespugli della pianura invece stavano allegri passeri che cinguettavano ogni giorno con noncuranza e non pensavano al domani. Con la buona novella della primavera, il contadino venne al campo e cominciò a spargere sulla terra sottili semi di canapa. La saggia rondine, che capì subito che cosa significassero quei semi, volò dai passeri con profonda inquietudine. La rondine si avvicinò ai passeri che svolazzavano in preda al panico e cominciò a spiegare con grande serietà il pericolo nella terra.
"Queste canape seminate cresceranno, e dai loro steli si faranno reti e corde che catturano gli uccelli", disse. "Dovete raspare subito la terra e mangiare questi semi, e prevenire il disastro finché c'è ancora tempo!" Ma i passeri non si curarono affatto di questo giusto avvertimento della rondine, anzi la derisero. Uno dei piccoli passeri cinguettò con superbia: "Tu fai sempre il banditore di sventure, amico mio." Un altro scoppiò a ridere dicendo: "Dobbiamo perdere tempo a raccogliere semi mentre il sole splende così bello?" I giorni inseguirono i giorni; caddero le piogge, splendette il sole e le canape verdi cominciarono a crescere.
Con un ultimo sforzo la rondine avvertì di nuovo i passeri di strappare i germogli di canapa. Ma i passeri si immersero nei loro freschi divertimenti e chiusero di nuovo le orecchie al sincero monito della rondine. Il contadino, che intrecciò reti robuste con la canapa allungatasi col tempo, tese di nascosto trappole tra i cespugli. I passeri che volavano allegramente furono presi a uno a uno nelle trappole invisibili e divennero preda degli uomini. La rondine invece, che aveva previsto il pericolo, si allontanò dal bosco e salvò la vita rifugiandosi sotto le gronde degli uomini. I passeri, che pagarono caro il prezzo della loro imprudenza, si dibatterono con il rimpianto di non aver ascoltato in tempo gli avvertimenti. Chi non presagisce per tempo la minaccia e non prende precauzioni è condannato al rimpianto quando giunge la fine inevitabile. Lega bene il tuo asino, poi affidati a Dio.