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La pulce e la malattia

Livello C1 · 356 parole

La pulce e la malattia

C'era una volta, ben oltre le valli verdeggianti, nel cuore di un regno splendido, l'incontro di due strani viaggiatori. Uno era una Pulce minuscola e irrequieta, l'altro una Malattia insidiosa che si annidava nelle articolazioni degli uomini. Nessuno dei due era contento delle case che li ospitavano durante la notte, e così cominciarono a confidarsi le proprie pene. Sotto i bagliori argentei della luce lunare, si lamentavano del carattere delle persone presso cui alloggiavano. Alla fine, impietositi dalla propria sorte, presero una decisione inaudita per cambiare il loro destino. La Pulce trasse un profondo sospiro e cominciò a parlare con voce accorata. "Sto nel letto di seta di un ricco signore, ma quell'uomo chiama di continuo i servi per farmi dare la caccia", disse.

"A furia di giocare a rincorrersi tutta la notte, non ho trovato un sorso di pace", aggiunse. La Malattia, invece, guardò la Pulce con occhi lamentosi e raccontò la propria sventura. "E io sto nel corpo di un povero taglialegna, ma quell'uomo spacca legna con l'ascia da mattina a sera", disse. "Poiché non smette mai di muoversi, il dolore delle mie ossa non mi lascia più alcuna forza", si lamentò. Allora la Pulce scaltra, con gli occhi lucenti, avanzò una proposta astuta. "Allora questa notte scambiamoci di posto, tu vai dal mio ricco e io andrò dal tuo taglialegna", disse. La Malattia trovò l'idea molto allettante, e i due si accordarono subito e si misero in cammino.

Venuta la notte, la Pulce si intrufolò di nascosto nell'umile capanna del povero taglialegna. Il taglialegna, che aveva lavorato tutto il giorno, era caduto in un sonno così profondo che la Pulce si nutrì in tutta comodità fino al mattino. La Malattia, dal canto suo, si annidò nel corpo del ricco signore, disteso in un morbido letto di piume. Più il gentiluomo si contorceva dal dolore e giaceva senza il minimo movimento, più la Malattia metteva radici con gusto. Quando sorse il sole, entrambi i viaggiatori capirono di aver trascorso la notte più comoda della loro vita. Di fronte a un'armonia tanto perfetta, decisero di non tornare mai più ai loro vecchi posti. Ogni creatura trova pace e agio soltanto quando trova le condizioni adatte a sé. Ogni cosa pesa per intero al posto giusto.