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La cerva e il suo cerbiatto

Livello C2 · 383 parole

La cerva e il suo cerbiatto

C'era una volta, nel profondo di una foresta verde smeraldo dove sussurravano sorgenti abbondanti, una cerva maestosa e il suo cerbiatto inesperto. In questa terra misteriosa dove il vento cullava dolcemente le foglie, la vecchia cerva si fece un dovere di insegnare al suo cerbiatto le finezze della vita. Nel tardo pomeriggio, mentre filtravano luci di un giallo dorato, si fermava all'ombra dei nobili platani e mostrava a lungo il suo portamento. Il giovane cerbiatto, invece, osservava con grande ammirazione i passi di sua madre e cercava di imprimere nella mente i suoi movimenti esperti. Tutte le creature della foresta guardavano con invidia il legame indissolubile tra questa madre saggia e il suo piccolo curioso. Un giorno la cerva esperta portò con sé il suo piccolo e cominciò a spiegargli i modi per proteggersi dai cani da caccia.

"Guarda, figlio mio, siamo le creature più veloci e più eleganti della natura, i nostri muscoli sono abbastanza forti da gareggiare con il vento", disse. "Per quanto i cani possano abbaiare, grazie al nostro udito acuto e alle nostre lunghe zampe siamo sempre superiori a loro." "Nel momento del pericolo non devi mai lasciarti prendere dal panico; devi muovere i tuoi passi con calma e in modo da superare i cespugli." Il piccolo cerbiatto, che ascoltò queste parole coraggiose di sua madre, gonfiò il petto e sentì di essersi liberato delle sue paure. Proprio in quel momento, un raccapricciante latrato di cane che risuonava dal fondo della valle ruppe all'improvviso il silenzio della foresta. Appena udì il suono, la cerva saggia mise da parte i suoi consigli e si slanciò in avanti con grande terrore.

In pochi secondi, senza nemmeno voltarsi indietro, cominciò a fuggire rapidamente per sparire tra i fitti cespugli. Il giovane cerbiatto, che non capiva che cosa gli fosse accaduto, dovette correre con tutte le sue forze dietro a sua madre, che si allontanava come il vento. Quando si rifugiarono dietro una roccia sicura, il piccolo, senza fiato, guardò con curiosità negli occhi di sua madre. "Non eravamo forse più veloci dei cani e non avevamo alcun bisogno di avere paura?", chiese con stupore. La cerva saggia, che chinò il capo per l'imbarazzo, dovette ammettere che la paura è sempre più forte della teoria. È facile dare coraggio con le parole, ma quando il vero pericolo è alle porte, nessuno sa che cosa dirà il cuore. I fatti contano più delle parole.