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L'asino e l'orzo

Livello B2 · 289 parole

L'asino e l'orzo

C'era una volta, in una graziosa fattoria ai margini di un vecchio bosco dove scorrevano acque fresche, un asino e un maiale. L'asino si svegliava con la prima luce del mattino e portava con pazienza i carichi pesanti del suo padrone fino a sera. Alla fine della giornata stanca all'asino lavoratore davano solo paglia secca e un po' di avena. Ma il maiale che stava nel recinto ornato accanto non lavorava mai e godeva tutto il giorno all'ombra. Il contadino gli offriva ogni sera chicchi d'orzo saporiti, freschi e nutrienti. L'asino guardava con invidia l'orzo dorato davanti al maiale e si rattristava del proprio stato.

Un giorno non resistette più, si avvicinò al maiale e parlò con un sospiro. «Come sei fortunato; mangi l'orzo più dolce senza mai stancarti», disse. «Io invece lavoro tutto il giorno finché la schiena mi si piega, e tuttavia mi accontento di paglia secca.» Il maiale si vantò con orgoglio, mostrò il suo corpo grasso e scoppiò a ridere. «Il nostro padrone conosce il mio valore; tu servi solo a portare carichi», rispose. Passarono settimane, il maiale ingrassò davvero e divenne così pesante che faceva fatica perfino a camminare.

Un giorno arrivò un macellaio alla fattoria, prese il maiale grasso dal cortile e lo portò via. Quando l'asino vide la fine amara del maiale, provò un grande stupore e una grande paura. Quando venne la sera, il contadino mise davanti all'asino l'orzo fresco rimasto del maiale. Ma l'asino intelligente capì il pericolo nascosto dietro l'orzo saporito. Tirò indietro la testa e non si avvicinò nemmeno di un passo a quell'orzo dolce. Si volse alla propria paglia semplice e cominciò a masticarla in pace. Piuttosto che l'abbondanza pericolosa di un altro, la poca pace che guadagni con il tuo sudore vale molto di più. Poco cibo, testa senza pensieri.