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L'asino e il maiale

Livello C1 · 365 parole

L'asino e il maiale

Tanto tempo fa, ai margini di un vecchio bosco dove le acque fresche scorrevano con allegro mormorio, viveva un vecchio contadino. Nella stalla di quel contadino c'era un asino laborioso che lavorava senza sosta dalla mattina alla sera. Ogni giorno l'asino portava pesanti sacchi sulla schiena e sopportava con pazienza tutto il peso dei duri lavori nei campi. Proprio accanto, invece, dietro gli steccati di legno, giaceva un maiale grasso che passava le giornate senza fare alcun lavoro. Ogni mattina il contadino offriva a quel maiale grasso i frutti più squisiti e grano fresco in abbondanza. L'asino guardava la manciata di paglia secca che gli mettevano davanti e traeva un profondo sospiro. Una sera, quando le ginocchia gli cedevano per la stanchezza, si avvicinò al suo vicino maiale con occhi pieni d'invidia.

"Come sei fortunato, amico mio; tutto il giorno te ne stai sdraiato in ozio all'ombra", disse. "Io invece mi sfinisco tutto il giorno sulle strade polverose con pesanti carichi sulla schiena." Il maiale si stiracchiò al suo posto con aria superba e continuò a masticare la dolce mela che aveva in bocca. "Il nostro padrone conosce il mio alto valore, mentre per te ritiene degna solo questa paglia senza valore", si vantò. L'asino, molto addolorato per quella condizione ingiusta, chinò il capo e si addormentò in silenzio. Ma pochi giorni dopo cominciarono nella fattoria i preparativi di un grande e gioioso banchetto. Il contadino e i suoi robusti garzoni, con coltelli affilati in mano, camminarono dritti verso il recinto del maiale.

Il maiale, che non capiva che cosa stesse accadendo, lanciò strida amare e cercò di fuggire nella sua impotenza. Ma il suo padrone portò via il maiale che aveva ingrassato con tanta cura per tanto tempo, per prepararlo alla tavola del banchetto. Il cuore dell'asino, che dal buio angolo della stalla guardava con orrore ciò che accadeva, si strinse per una paura profonda. In quell'istante comprese l'amara verità che stava dietro a tutto quell'agio senza fatica e a quei cibi squisiti. Mentre masticava in pace la sua paglia secca, capì quanto fosse preziosa la propria vita sicura e semplice. Piuttosto che invidiare la pericolosa abbondanza altrui, una pace modesta guadagnata con il proprio lavoro vale più di tutto. Poco cibo, testa senza pensieri.