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L'aquila e il corvo medico

Livello C1 · 368 parole

L'aquila e il corvo medico

Tanto tempo fa, ai margini di un vecchio bosco dove le acque fresche scorrevano fragorose, viveva una potente aquila, signora dei cieli. La vecchia aquila, per la stanchezza degli anni e per una grave malattia sopraggiunta all'improvviso, non riusciva più a battere le ali. Gli abitanti della montagna che videro il suo stato indifeso cominciarono, pieni di inquietudine, a cercare rimedi. La voce del vento che risuonava nelle profondità del bosco portava la tristezza del maestoso sovrano fino a terre lontane. Proprio in quel momento comparve un corvo superbo e astuto, approfittando dell'occasione. Presentandosi come un medico senza pari, il corvo sosteneva di poter guarire il signore dei cieli.

Quell'uccello, le cui piume nere erano cadute, le cui ali erano malconce e la cui zampa zoppicava, cominciò a lanciare grandi promesse a chi lo circondava. "Ho penetrato il segreto delle erbe misteriose e guarisco in un baleno perfino i mali più spietati", si vantò. Gli altri animali, rimasti indecisi, indietreggiarono e si lasciarono sperare per un istante davanti a quelle parole ardite. Pavoneggiandosi, il corvo astuto scivolò verso il nido della potente aquila e le offrì le sue cure di medico. "O augusta aquila, permettimi di restituirti la tua antica forza con le mie ricette curative", disse. L'aquila, che giaceva senza forze nel suo giaciglio, esaminò a lungo con i suoi occhi acuti quel medico misero che aveva davanti.

Studiò con attenzione le piume che cadevano al corvo, la sua voce tremante e il suo stesso stato pietoso. Traendo un profondo sospiro, la potente aquila guardò il corvo con un sorriso amaro ma istruttivo. "Dato che tieni in mano miracoli che guariscono ogni male, perché non hai prima guarito la tua zampa zoppa e le tue piume cadute?" domandò. Davanti a quella domanda acuta il corvo astuto, non sapendo che dire, restò di colpo del tutto sconcertato. Il falso medico, la cui menzogna era venuta alla luce, chinò il capo per la vergogna e si allontanò in fretta da lì. L'aquila, dal canto suo, comprese ancora una volta che la vera guarigione non sta nelle false promesse, ma nel corso della natura e del tempo. Non si deve mai dimenticare che chi non trova rimedio al proprio male non può offrire guarigione agli altri. Un nonno che ha bisogno di aiuto lui stesso può a stento dare aiuto a un altro.