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Insegnare a leggere a un asino

Livello C2 · 372 parole

Insegnare a leggere a un asino

Tanto tempo fa, ai margini di un'antica foresta dove scorrevano acque fresche, viveva un sovrano maestoso ma altrettanto superbo. Nelle stalle dalle porte d'argento di quel palazzo si trovava un asino altero dal pelo nerissimo, che il sovrano custodiva più di ogni altra cosa. Come segno della sua ricchezza, il sovrano si era messo in testa di insegnare a leggere a questa creatura e aveva fatto annunciare la notizia in tutto il paese. Molti saggi invitati a palazzo si ritirarono sconsolati quando udirono questo compito impossibile. Allora un contadino povero ma arguto di nome Nasreddin, noto per il suo ingegno, decise di presentarsi al suo cospetto. Il sovrano guardò con occhi sospettosi quell'uomo così sicuro di sé ed elencò duramente le sue condizioni. "Se non insegnerai a leggere a questo animale entro tre anni, sappi bene che perderai la testa", disse.

Senza perdere la calma, il contadino astuto rispose: "Mio sultano, il vostro ordine è sacro per me, ma questo lavoro richiede pazienza e generose grazie." Ottenuto dal sovrano un sacchetto d'oro ogni mese e tre anni interi di tempo, prese con sé l'asino e tornò a casa. Il contadino cominciò a spargere gustosi chicchi d'orzo tra le pagine di un grande libro. L'asino, che girava le pagine con la lingua e mangiava l'orzo, restava affamato e cominciava a ragliare quando le pagine risultavano vuote. Settimane dopo la gente del palazzo si radunò con curiosità nella modesta casa del contadino astuto per osservare quello strano addestramento. L'asino si mise davanti al libro, girò le pagine una a una con la lingua e, non trovando orzo, cominciò a ragliare a gran voce. Sorridendo con orgoglio, il contadino disse: "Lo vedete, mio sultano, legge le pagine dell'alfabeto e pronuncia le vocali."

Il sovrano intervenne stupito e chiese: "Ma come farà questo animale a capire il significato delle parole?" L'uomo astuto sorrise saggiamente e diede quella spiegazione storica che lasciò attoniti i dignitari del palazzo. "Mio padiscià, all'asino posso insegnare soltanto questo; del resto, tre anni sono un lungo tempo", disse. "In questo periodo o muoio io, o muore l'asino, oppure trapassate voi!", aggiunse. Il sovrano scoppiò a ridere davanti a quell'ingegno acuto e a quella logica spiritosa, e perdonò il contadino. Di fronte a richieste impossibili, rifugiarsi nella forza della ragione e del tempo è la più grande saggezza. Anche con una sella d'oro, un asino resta un asino.