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Il vitello e la cicogna

Livello C1 · 344 parole

Il vitello e la cicogna

Molto tempo fa, ai margini di un vecchio bosco dove scorrevano acque fresche, viveva un vitello pezzato e allegro. Inebriato dal profumo dell'erba fresca, quel piccolo vitello andava fiero delle sue zampe robuste e correva senza sosta per i prati. Una mattina di primavera, sulla riva dello stagno nascosto dietro i canneti, incontrò una cicogna elegante dalle zampe lunghe e sottili. La cicogna attendeva paziente per cacciare, con un silenzio che sopra le acque immobili ricordava una statua. Quando il vitello vide la figura delicata della cicogna, si avvicinò incuriosito, la squadrò e cominciò a ridacchiare. "Ehi, sorella cicogna, come fai a restare in equilibrio su zampe sottili come ramoscelli?", gridò.

La cicogna girò il capo con aria solenne e guardò il vitello con occhi languidi e saggi. "La natura ha concesso a ciascuno un dono diverso, caro vitello, e le mie zampe mi bastano e avanzano", disse. Il vitello superbo non si accontentò di quella risposta e continuò a pavoneggiarsi battendo a terra i grossi zoccoli. "Se non avessi queste zampe possenti, come correrei libero per gli ampi pascoli, come farei tremare la terra?", si vantò. La cicogna non replicò a quelle parole acerbe e scivolò in silenzio nel folto dei canneti. Proprio in quel momento il cielo si oscurò all'improvviso e un violento acquazzone si abbatté oltre le alte montagne.

La terra arida si mutò in breve in un mare profondo di fango melmoso. Il vitello, fidando nelle sue zampe grosse e pesanti, tentò di correre verso casa, ma a ogni passo affondava un poco di più nel fango. Più si dibatteva, più le zampe gli si bloccavano nella melma, e restò conficcato sul posto senza scampo. La cicogna che aveva deriso, invece, camminò con grazia sulla melma senza affondare, grazie alle sue zampe lunghe e delicate. La cicogna sostenne con l'ala il vitello in difficoltà e lo aiutò ad arrampicarsi su una roccia salda. Comprendendo il proprio errore e la vanità della sua superbia, il vitello chinò il capo per la vergogna e ringraziò la cicogna. Disprezzare ciò che negli altri sembra mancante è l'errore più grande, perché acceca sulla propria impotenza. Mangia un boccone grande, ma non dire una parola grande.