Il serpente in casa
C'era una volta, accanto a un vecchio bosco dove scorrevano acque fresche, una piccola e tranquilla casa di legno. In quella modesta casa vivevano insieme un vecchio e sua moglie, dai cuori colmi d'amore, e il loro piccolo nipote. Sotto il focolare di pietra della casa, invece, giaceva arrotolato un mite serpente domestico che riluceva di squame dorate. Gli abitanti del villaggio credevano di tutto cuore che quel serpente fosse l'abbondanza e il custode della casa, e nutrivano per lui un profondo rispetto. Ogni sera la vecchia donna lasciava una ciotola di latte fresco accanto al focolare, e il serpente accettava con gioia quel dono. Una mattina d'estate, mentre giocava in giardino, il bambino notò il suo amico luccicante che scivolava fuori da sotto il focolare.
Senza alcuna paura, sparse le briciole di pane che teneva in mano e sorrise con affetto al serpente. Il serpente, sentendo l'innocenza del bambino, si avvicinò con grazia e, dopo aver bevuto il suo latte, lasciò dietro di sé una moneta d'oro che brillava sfavillante. Per giorni quella bella amicizia continuò e la famiglia raggiunse ogni giorno una vita più prospera. Ma quando un vicino avido che stava nel campo si accorse di quel fatto miracoloso, un'avidità oscura gli avvolse il cuore. "Se uccido quel serpente, possiederò in una sola volta tutto il tesoro d'oro che porta nel ventre", pensò. A mezzanotte il vicino si intrufolò in silenzio nella casa e scagliò con avidità l'ascia affilata che teneva in mano verso il bordo del focolare.
Ma il serpente, sveglio, fu rapido e scivolò nel buio, e la lama affilata dell'ascia riuscì a recidere soltanto la punta della sua coda. Sibilando di rabbia, il serpente morse con forza il vicino avido che aveva compiuto quel tradimento e si allontanò di là. La mattina seguente, vedendo che il serpente era svanito, la famiglia sprofondò in una tristezza profonda per aver perduto l'abbondanza della sua casa e il suo amico. Il vicino avido, invece, comprese l'errore che aveva commesso e si contorse per il rimpianto, ma ormai era troppo tardi. Col tempo l'abbondanza fuggì dalla casa e l'inquietudine calò su tutto il villaggio come un'ombra fitta. Il serpente non tornò mai più in quella casa e perse per sempre la fiducia che nutriva negli uomini. Dove l'avidità acceca l'occhio, l'amicizia finisce e la più grande abbondanza scivola via tra le mani. L'avidità arriva e oscura l'occhio, l'avidità se ne va e oscura il volto.