Il rospo e il suo bel figlio
Tanto tempo fa, nel folto di un bosco di edera verde scuro, dove le acque fresche scorrevano impetuose, viveva una vecchia mamma rospo. Quella vecchia mamma rospo aveva un figlioletto screziato che non avrebbe ceduto per nulla al mondo e che considerava la luce dei suoi occhi. Per le altre creature del bosco quel piccolo era un comune abitante del fango; ma agli occhi di sua madre era un gioiello senza pari. La mamma rospo trovava la pelle ruvida di suo figlio più morbida della seta più fine e i suoi occhi grandi lucenti come diamanti. Mentre prendeva il sole sulle foglie di ninfea, non si stancava mai di lodare la bellezza del suo piccolo né di essere fiera di lui. Una mattina di primavera la saggia cicogna, signora dei cieli, portò un ramo d'olivo d'oro da consegnare al piccolo più avvenente e più bello del bosco.
Tutti gli abitanti del bosco cominciarono a preparare i loro piccoli per la sfilata con grande trepidazione, per poter ricevere quel dono prezioso. Le gazzelle, vantando l'andatura leggera dei loro cuccioli, e i pavoni, le piume colorate dei loro figli, si radunarono nella piazza. Anche la nostra mamma rospo, senza la minima esitazione, prese per mano il suo piccolo e si unì con orgoglio alla folla. Quando gli animali intorno videro il portamento sicuro del rospo e il suo piccolo dalla pelle ruvida, cominciarono a ridacchiare di nascosto. Un pavone superbo si fece avanti e la derise: "Questo tuo piccolo infangato vuole gareggiare con mio figlio dalle piume di seta?" La mamma rospo, tenendo alta la testa, rispose: "La vera bellezza non si vede soltanto con gli occhi; la luce nei suoi occhi è più splendente di tutte le piume del mondo."
La saggia cicogna esaminava i piccoli a uno a uno, soppesava la grazia di ciascuno e faceva fatica a decidere. Quando finalmente la cicogna giunse accanto al piccolo rospo, il cucciolo guardò la madre con occhi pieni d'amore e sorrise con sincerità. La schiettezza apparsa su quel piccolo viso e il profondo amore per sua madre misero di colpo in ombra tutta la superbia e tutta l'ostentazione del bosco. La saggia cicogna, accorgendosi di quella bellezza disinteressata che sgorgava dal cuore, depose il ramo d'olivo d'oro davanti al piccolo rospo. La folla nella piazza, comprendendo quella grazia autentica al di là dell'apparenza, si inchinò in silenzio con rispetto davanti alla decisione. Perché quando si guarda con il cuore di una madre, ogni figlio toccato dalla tenerezza diventa la creatura più bella dell'universo. Al corvo il suo piccolo sembra una fenice.