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Il re e il genio

Livello C1 · 347 parole

Il re e il genio

Tanto tempo fa, vicino a un vecchio bosco dalle acque fresche, c'era un palazzo splendido ma cupo. In questo palazzo viveva un re ambizioso, noto per i suoi modi superbi e incline al male. Questo re ambizioso, che voleva diffondere la paura di terra in terra, ricorse alle arti oscure e chiamò davanti a sé un genio potente. Il suo scopo era spaventare gli uomini saggi delle lontane terre d'Oriente e impadronirsi di quel paese. Per ordine del re il genio aprì le sue ali nerissime, scivolò nel buio della notte e si mise in cammino. Dopo aver soffiato come una tempesta e superato le montagne, il genio incontrò un vecchio derviscio che riposava sotto un grande platano.

Il vecchio derviscio, del tutto ignaro dei pericoli intorno a lui, era immerso in una preghiera sincera che scorreva dal suo cuore. Il genio volle gettarsi sul derviscio e spaventarlo, ma non riuscì ad avanzare neppure di un passo. Uno scudo invisibile di luce inchiodò al suo posto il corpo della creatura oscura. I giorni inseguirono la notte e le notti inseguirono il giorno, ma il genio non poté uscire da quel cerchio sacro. Quando il derviscio ebbe finito la sua preghiera in pace e si alzò, notò il genio e lo guardò con un sorriso. "Nessuna forza che non porti sincerità nel cuore può abbattere la fortezza del bene", sussurrò il saggio.

Il genio, le cui catene invisibili si sciolsero, indietreggiò con paura e tornò senza speranza al palazzo. Quando il re superbo vide il genio che non aveva eseguito il suo ordine, schiumò di rabbia. "Perché non hai compiuto il compito che ti ho dato, quale esercito ti ha sbarrato la strada?", tuonò. Il genio abbassò la testa e disse: "Né le spade mi hanno fermato né i numerosi eserciti." "La preghiera sincera di un solo uomo e la fede incrollabile del suo cuore hanno reso vano tutto il mio potere oscuro." Il re superbo, che capì la verità, rimase immobile sul suo trono per il dolore della sconfitta. Ogni opera sincera compiuta con una coscienza pura vanifica perfino le più grandi trappole del male. Chi semina vento raccoglie tempesta.