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Il pastore e il lupo

Livello B1 · 201 parole

Il pastore e il lupo

Un lupo camminò dietro al gregge di un pastore per mesi ma non attaccò mai le pecore. Di tanto in tanto il lupo raccoglieva gli agnelli che si separavano dal gregge, li portava al pastore e guadagnò la fiducia del pastore. Cadendo nei modi docili del lupo, il pastore disse: "Questo lupo è diventato il nostro guardiano ora", affidò il gregge al lupo e andò in città. Appena il pastore se ne fu andato, il lupo cogliendo l'occasione si avventò sul gregge e sbranò tutte le pecore.

Al ritorno, incontrando la scena del massacro, il pastore pianse dicendo: "Ah mente mia! Lasciare pecore a un lupo che razza di senso ha!" È un disastro cadere nella falsa docilità di persone con rapacità ed inimicizia nella loro natura e affidare loro cose preziose. L'nemico non diventa mai un amico; aspetta solo l'occasione e il momento giusti. Consegnare la sicurezza e il dovere a un nemico implacabile è portare la rovina con le proprie mani.

Non ci si deve fidare della falsa amicizia del nemico né consegnargli un affidamento. A un lupo non si affidano pecore. La falsa docilità aspetta un'occasione. Un nemico naturale non diventa un amico.

Consegnare la sicurezza al nemico è disastro. Il pentimento tardivo non serve a nulla. Stare allerta protegge.