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Il macellaio e la scimmia

Livello B2 · 366 parole

Il macellaio e la scimmia

C'era una volta una grande bottega in un mercato colorato, pieno di canti di uccelli. Il macellaio esperto a cui apparteneva questa bottega era un uomo abile, noto per maneggiare con maestria i suoi coltelli affilati. Sull'albero alto di fronte alla macelleria viveva invece una scimmia curiosissima e birichina. Dalla mattina alla sera questo simpatico animale osservava con grande attenzione ogni mossa del macellaio e cercava di fare come lui. Quando il macellaio alzava la mannaia in aria e tagliava la carne, la scimmia imitava gli stessi gesti a mani vuote sul suo ramo. Un mezzogiorno caldo, dopo aver disposto la carne fresca sul banco, il macellaio passò nella stanza sul retro per riposare un poco. Cogliendo l'occasione, la scimmia curiosa scese in silenzio dall'albero ed entrò dalla finestra aperta della bottega.

Vedendo la pesante mannaia lucente e i coltelli affilati, i suoi occhi brillarono di gioia. Si sussurrò tra sé: "Sono un cuoco altrettanto abile di quel macellaio." Passò subito dietro il banco, si legò al collo il grembiule del macellaio e afferrò a forza la grande mannaia con entrambe le mani. Cercò di fare quel gesto tanto imponente che aveva visto dal macellaio per tagliare l'enorme pezzo di carne sul tavolo. Alzò la pesante mannaia con tutte le sue forze, ma non pensò un istante a quanto fosse pericoloso quell'attrezzo. La scimmia, che non sapeva maneggiare un coltello e non capiva che la maestria non nasce dalla sola imitazione, si mise all'opera con entusiasmo. Abbassò in fretta la mannaia per tagliare la carne, ma il pesante attrezzo le sfuggì di mano.

Invece di tagliare la carne, l'acciaio affilato ferì la mano e la zampa della scimmia maldestra e le fece molto male. Gridando di dolore, la scimmia lasciò cadere la mannaia a terra e si nascose per la paura sotto il banco. Il macellaio, che sentì il rumore e corse nella stanza, vedendo la scena accorse subito in aiuto della povera bestia. Mentre le fasciava la ferita, guardò la scimmia con tenerezza e le spiegò con dolcezza che l'abilità non si conquista solo guardando. Tornata nel mercato incantevole, la scimmia promise di non mettersi mai più in lavori pericolosi che non conosceva. L'imitazione cieca che non si fonda né sul sapere né sull'abilità porta alla persona danno invece che profitto. Se guardare bastasse a fare il maestro, il gatto sarebbe macellaio.