Il lupo e la volpe affamata
C'era una volta, ai margini di una vecchia foresta dove scorrevano acque fresche, viveva una volpe furba. Un giorno, mentre soffiavano i venti gelidi dell'inverno, questa volpe non trovava un solo boccone di cibo da giorni. Mentre il brontolio del suo stomaco si mescolava al sussurro dei pini del bosco, cominciò a vagare sfinita per le strade innevate. Proprio quando stava per perdere la speranza, un lupo enorme e superbo uscì dalla sua caverna e le si avvicinò con orgoglio. Gli occhi acuti del lupo avevano notato subito la disperazione della volpe, indebolita dalla fame. "Oh povera volpe, perché ti aggiri in uno stato così misero?" chiese il lupo imponente. La volpe raccolse il suo ingegno, sorrise con astuzia al lupo e costruì rapidamente il suo piano nella mente.
"La fame mi toglie quasi il respiro, ma so che nella cantina del paesano c'è un grande banchetto", disse. L'appetito del lupo avido crebbe appena udì questa notizia allettante, e i suoi occhi brillarono di avidità. "Portami subito in quella cantina, altrimenti sarai il mio primo boccone!" ruggì il lupo. A mezzanotte i due animali si intrufolarono in silenzio nel villaggio e riuscirono a scivolare dentro dalla stretta finestra della cantina. Nella cantina erano allineati formaggi deliziosi, carni essiccate e vasi di miele fresco. Il lupo si gettò sul cibo senza curarsi di nulla e cominciò a riempirsi lo stomaco fino a scoppiare. La volpe intelligente invece mangiava solo quanto bastava a calmare la fame e controllava spesso la stretta finestra.
Poco dopo la porta di legno della cantina si aprì con un gran fragore e apparve il paesano con una lanterna in mano. La volpe agile e prudente balzò fuori dalla stretta finestra in un istante e fuggì. Ma il lupo, il cui ventre si era gonfiato come un tamburo per il troppo mangiare, rimase incastrato nella finestra e non riuscì a uscire. Il lupo avido, una volta catturato, pagò duramente la pena della sua avidità sotto i bastoni del paesano. La volpe invece tornò nel bosco innevato e, grazie alla sua mente, poté godersi sia lo stomaco pieno sia la libertà. Chi usa la mente con misura si salva sempre, ma chi cede all'avidità cade nella propria trappola. Un poco di avidità porta una grande perdita.