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Il lupo che digiunava

Livello C1 · 339 parole

Il lupo che digiunava

Tanto tempo fa, ai margini di un bosco antico dove scorrevano acque fresche, viveva un vecchio lupo. Per anni quella creatura astuta aveva seminato il terrore tra gli animali indifesi dei dintorni, ma alla fine sentì la propria vecchiaia e cominciò a provare rimorso. Per farsi perdonare i peccati passati fece voto e decise di non mangiare affatto carne per quaranta giorni interi. Annunciò con orgoglio questa santa intenzione a tutte le creature del bosco e cominciò a camminare sul sentiero a testa alta. Tuttavia, già al terzo giorno del digiuno, i brontolii che salivano dallo stomaco del vecchio lupo cominciarono a mettere a dura prova la sua pazienza. Mentre vagava disperato all'ombra degli alberi verdi, vide nel prato vicino un agnello grasso e saporito che pascolava allegramente.

La lana bianca e morbidissima dell'agnello e il suo odore appetitoso bastarono a scuotere in un solo istante tutta la volontà del lupo. Con l'acquolina in bocca sussurrò tra sé stesso: "Non posso mancare alla mia parola, ma non posso nemmeno sopportare questa fame insopportabile." Con passi furtivi e silenziosi si avvicinò al prato e fissò gli occhi con avidità sull'agnello. Il povero agnello indietreggiò per la paura e chiese: "Rispettabile lupo, non stavi digiunando e non dovevi ferire nessun essere vivente?" Il lupo socchiuse gli occhi con aria subdola e squadrò l'agnello da capo a piedi, cercando una scusa ingegnosa. "Sono un animale fedele alla sua parola, non rompo mai il mio proposito", cominciò a dire con una falsa serietà.

Poi, con un sorriso traditore, aggiunse: "Ma guardando con attenzione capisco che tu di certo non sei un agnello." "Questo tuo corpo bianco che riluce splendente sotto il sole e la tua forma paffuta possono essere soltanto un gustoso cavolo!", disse. Per quanto l'agnello si dibattesse e cercasse di dimostrare di essere un agnello, il lupo astuto non volle ascoltarlo. "Io sto solo mangiando un cavolo fresco dell'orto", disse, e con un balzo si gettò sull'agnello e si fece il suo banchetto. Chi è privo di una vera intenzione e cede alla propria gola inventa sempre una menzogna su misura per acquietare la propria coscienza. Chi prepara il misfatto prepara anche la scusa.