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Il leone malato, la volpe e l'orso

Livello C1 · 331 parole

Il leone malato, la volpe e l'orso

C'era una volta un leone vecchio e potente che regnava in una valle profonda che fitti boschi abbracciavano. Un giorno quel magnifico sovrano fu colpito da una malattia implacabile e dovette ritirarsi nella sua grotta umida. Tutti gli animali del bosco si presentarono a uno a uno davanti al leone per mostrare la loro fedeltà e gli porsero gli auguri di guarigione. Ma la volpe, nota per la sua astuzia, non era ancora passata dalla grotta, e questo non sfuggì all'occhio dell'orso avido. L'orso, che spiava l'occasione, cominciò subito a seminare zizzania per attizzare l'ira del sovrano. Chinandosi, l'orso sussurrò all'orecchio del leone che la volpe non aveva alcun rispetto per lui e che restava lontana di proposito.

Intanto la volpe astuta, giunta fino all'ingresso della grotta e avendo udito quelle parole, preparò un piano ingegnoso. Entrando con grande riverenza, la volpe si inginocchiò davanti al leone con un contegno degno dei re. Ruggendo di furia, il leone chiese alla volpe perché avesse tardato tanto e dove fosse rimasta. La volpe, mantenendo la calma, disse, mio eccelso sovrano, ho girato di terra in terra per trovare un rimedio alla vostra malattia. Udendo la parola guarigione, gli occhi del leone malato brillarono e volle sapere con impazienza quale fosse la medicina. La volpe spiegò che i saggi le avevano detto che la pelliccia fresca di un orso vivo era l'unico rimedio a quel male.

Sottolineò con grande serietà che la pelliccia calda avrebbe avvolto il corpo del leone e gli avrebbe ridato la salute. Il leone malato, temendo per la propria vita, si gettò senza perdere un istante sull'orso che gli stava accanto. L'orso intrigante, non capendo cosa gli stesse accadendo, fuggì dolorante fuori dalla grotta per salvare la pelle. L'orso cadde nella sua stessa trappola e pagò caro l'aver scavato una fossa per un altro. La volpe astuta invece sorrise sotto i baffi e sparì in pace nelle profondità del bosco. Chi vuole il male altrui finisce per diventare vittima della sciagura che ha preparato lui stesso. Chi scava una fossa per gli altri ci cade dentro per primo.