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Il corvo e la pecora

Livello B2 · 353 parole

Il corvo e la pecora

C'era una volta, in un ampio prato dove acque fresche scorrevano dolcemente, una vecchia pecora che pascolava. Con la sua lana morbida e bianchissima, questa pecora si era guadagnata l'affetto di tutti gli animali intorno, ed era molto paziente. Ma un corvo furbo e rumoroso cominciò a venire in quel prato tranquillo alle prime luci del giorno. Il corvo dalle piume nere aveva preso l'abitudine di posarsi sulla schiena della pecora ogni mattina, quando il vento soffiava dolcemente. La povera pecora cercava di pascolare senza dire nulla, ma i graffi infiniti del corvo la disturbavano molto. Ancora una volta, in un caldo mezzogiorno in cui il sole splendeva, il corvo si posò all'improvviso sulla schiena della pecora. Con il suo becco affilato tirava la lana morbida della pecora e gracchiava di continuo con la sua voce brutta.

La pecora guardò indietro da sopra la spalla verso il corvo e trasse un profondo sospiro. « Perché mi disturbi di continuo sulla schiena, corvo? » chiese con dolcezza. « Non ti ho mai fatto alcun male, perché allora mi disturbi sempre? » Il corvo gonfiò il petto con orgoglio e rispose alla pecora con una risata rumorosa. « Perché tu sei molto calma e non mi resisterai mai », disse con insolenza. La pecora scosse la testa e indicò il cane da guardia che dormiva poco più in là. « Oseresti fare la stessa cosa a quel cane dai denti aguzzi? » chiese.

« Se ti posassi sulla sua schiena, ti afferrerebbe con una mossa sola e ti punirebbe subito. » Il corvo sorrise con astuzia, arruffò le piume e parlò con aria molto sicura di sé. « Io so benissimo chi disturbare e a chi mostrare rispetto », disse. « Salgo sopra i deboli e i mansueti, ma faccio buon viso ai forti e ai pericolosi. » Davanti a questa risposta egoista e vigliacca del corvo, la pecora sprofondò in un profondo silenzio. Capì che i malvagi potevano essere coraggiosi solo con le creature mansuete che non alzavano la voce. Da quel giorno la pecora si scrollò, fece cadere il corvo dalla sua schiena e camminò con decisione verso l'altro capo del prato. Il silenzio delle persone mansuete che non si difendono aumenta il coraggio dei vigliacchi che attaccano i deboli. Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.