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Il contadino che voleva un cavallo

Livello C1 · 385 parole

Il contadino che voleva un cavallo

C'era una volta, ai margini di un vecchio bosco dove scorrevano acque fresche, un povero contadino che lavorava la sua terra con amore. Il vecchio andava al suo campo prima dell'alba e cercava di tirare l'aratro da solo con le sue mani callose. Quando le ginocchia gli cedevano per la stanchezza, alzava gli occhi al cielo e pregava che gli fosse donato un cavallo forte. Questa supplica sincera e disperata scivolò sulle ali del vento e giunse fino all'orecchio di un derviscio saggio. Il derviscio, che si era bagnato nel mare della verità, si mise in cammino per mettere alla prova la fedeltà e la pazienza del contadino. Una sera, mentre il sole calava dietro le colline, il derviscio bussò alla porta del povero contadino.

Senza esitare affatto, il contadino offrì al suo ospite l'ultimo pane che aveva e una ciotola di zuppa calda. Il derviscio chiese: "Nonostante tanta miseria non rinunci alla tua generosità; qual è il desiderio più grande del tuo cuore?" Il vecchio contadino sospirò profondamente e disse: "Il mio unico desiderio è avere un nobile cavallo che ari il mio campo e alleggerisca il mio fardello." Il derviscio sorrise e, battendo il bastone sulla terra, avvertì: "Guarda nella tua stalla a mezzanotte, ma non devi trattarlo come un servo, ma come un amico." Quando giunse la mezzanotte, una luce argentea che saliva dalla stalla riempì di emozione il cuore del contadino. Quando aprì la porta, davanti a lui stava un cavallo veloce come il vento, luminoso come la luna piena e con una criniera di seta.

Ma il contadino, che si avvicinava al cavallo con gioia, notò che l'animale nitriva di malumore e non lasciava avvicinare nessuno. Il contadino, ricordando il consiglio del derviscio, mise da parte la frusta e decise di avvicinarsi all'animale con tenerezza. Con dolci parole accarezzò la testa del cavallo, gli diede con le proprie mani le erbe più fresche e ne placò la sete. Questo amore sincero e questa pazienza mostrati dal contadino sciolsero in un istante tutta l'irruenza nel cuore del nobile animale. La mattina dopo, all'alba, il cavallo si mise davanti all'aratro di propria volontà e cominciò ad arare il campo con gioia. Quel giorno il povero contadino comprese nel modo più profondo che il sostentamento chiesto di cuore è benedetto solo con la fatica e l'amore. Le richieste modeste che nascono dall'interno portano all'uomo la vera pace solo quando si uniscono alla compassione e alla responsabilità. Si raccoglie quello che si semina.