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Il cavaliere e il servo bugiardo

Livello C2 · 344 parole

Il cavaliere e il servo bugiardo

Tanto tempo fa, ai margini di un vecchio bosco dove scorrevano acque fresche, viveva un nobile cavaliere il cui cuore batteva per la giustizia. Accanto a questo cavaliere c'era un giovane servitore che incantava tutti con la sua lingua dolce, ma che aveva preso l'abitudine di distorcere la verità. La gente del palazzo e i contadini credevano ai racconti esagerati del servitore e non smettevano di lodare il suo coraggio. Il cavaliere, invece, conosceva questo inganno del suo fedele amico e cercava con pazienza di condurlo sulla retta via. Un giorno il re chiamò davanti a sé i valorosi per sconfiggere un drago enorme apparso nel bosco più pericoloso del regno. Il cavaliere indossò la sua imponente armatura e prese la via delle montagne tempestose insieme al suo servitore.

Quando raggiunsero la caverna buia nel cuore del bosco, il servitore si nascose per la paura dietro un enorme platano. Dopo una lotta spietata, il coraggioso cavaliere sconfisse il mostro con la sua spada affilata. Passata la paura, il servitore bugiardo si mise davanti al cavaliere, corse al palazzo e affermò di aver abbattuto il mostro da solo. Mentre il re con grande gioia offriva coppe d'oro al servitore, il cavaliere restava indietro in silenzio e aspettava il momento della verità. Il servitore ingrandì la sua menzogna dicendo: "Se non fosse stato per la mia spada, il mio signore sarebbe perito davanti a questa creatura selvaggia." Per mettere alla prova il coraggio del servitore, il re gli affidò il compito di custodire l'ultimo uovo di drago della caverna.

A mezzanotte, al minimo scricchiolio che saliva dal bosco, al servitore cedettero le ginocchia, ed egli si inginocchiò senza scampo e cominciò a piangere. Davanti ai nobili del palazzo, il cavaliere estrasse dal fodero la spada del servitore e mostrò che non c'era nemmeno un graffio sulla spada. Il servitore, la cui menzogna era venuta alla luce chiara come il giorno, chinò il capo per la vergogna e dovette confessare la verità. Il re ricompensò il cavaliere, il vero eroe, per la sua onestà e la sua umiltà. Così il vuoto delle false lodi svanì davanti alla luce incrollabile della verità. Come dicono i nostri anziani, la candela del bugiardo arde soltanto fino al calare della notte.