Il cammello e Giove
Un cammello che ammirava le corna imponenti e affilate sulla testa del toro non era soddisfatto del proprio stato. Presentandosi davanti al dio Giove, il cammello espresse il desiderio di avere corna forti come il toro. Il cammello supplicò: "Dammi corna imponenti come il toro così da spaventare tutti nella foresta con la mia maestà." Giove si adirò molto per le richieste eccessive del cammello invece di accontentarsi del corpo che gli era stato dato.
Invece di concedere corna alla richiesta avida e invidiosa del cammello, Giove rispose accorciandogli le orecchie. Mentre si aspettava di avere corna come il toro, il cammello perse le sue lunghe orecchie e cadde in una situazione ridicola. Non conoscendo i suoi limiti e non accontentandosi di ciò che aveva, l'avido cammello perse anche ciò che possedeva chiedendo di più. Chi non è contento del proprio stato e cede all'eccessiva avidità perde anche le benedizioni che possiede.
Chi non conosce i propri limiti perde ciò che ha. L'avidità porta perdite. L'incontentabile perde ciò che possiede. L'ambizione eccessiva genera la rovina.
Chi invidia gli altri perde il proprio valore. Cercare le corna porta a perdere le orecchie. L'avido soccombe alla propria ambizione.