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Esopo e l'atleta campione

Livello B2 · 356 parole

Esopo e l'atleta campione

C'era una volta, in un'antica città abbracciata da colline verde smeraldo, si tenevano grandi gare. Il giovane atleta che viveva in questa città era un famoso lottatore che conquistava l'ammirazione di tutti con la sua forza e la sua velocità. Tuttavia, le sue splendide vittorie avevano cominciato col tempo a riempire il suo cuore di orgoglio e di arroganza. Il saggio Esopo invece sedeva nella piazza del mercato, osservava in silenzio il comportamento delle persone e si immergeva in pensieri profondi. In una soleggiata mattina di primavera, la città tremava per l'emozione della grande festa. Anche nell'ultima gara, il giovane atleta sconfisse tutti i suoi rivali uno per uno e vinse la grande coppa d'oro. Mentre la folla radunata nella piazza lo applaudiva con entusiasmo, il giovane si riempì di orgoglio.

Salì sul podio, sollevò in aria la coppa che teneva in mano e cominciò a gridare a voce alta. «Questa vittoria è soltanto opera della mia forza superiore e della mia volontà salda», disse. «La fortuna non mi ha aiutato e non ho avuto bisogno del sostegno degli altri», aggiunse. Il saggio Esopo, che udì queste parole arroganti, fece un passo avanti in mezzo alla folla. Guardando negli occhi dell'atleta, scelse di avvicinarsi a lui con un dolce sorriso. «La forza del tuo braccio è ammirevole, amico mio, ma non puoi ignorare il ruolo della fortuna in questa vittoria», disse. L'atleta arrogante guardò il saggio aggrottando le sopracciglia e accolse il suo avvertimento con scherno.

Il vecchio saggio, senza perdere l'espressione calma del suo volto, fece un paragone che avrebbe dato una lezione all'atleta. «Quando soffia il vento, le querce più forti si spezzano, ma i giovani alberi flessibili non subiscono danni», disse. Un vero campione non è colui che è orgoglioso della sua forza, ma colui che conquista i cuori con la sua umiltà. La fortuna e il successo sono come un vento mutevole: oggi soffia a tuo favore, domani può voltarsi contro di te. Il giovane atleta che udì queste parole profonde capì il suo errore, abbassò la testa e si inchinò con rispetto davanti al saggio. La vera grandezza non è nascosta nella forza del braccio, ma in un cuore umile e modesto. L'albero che dà frutti china la testa.