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Esopo e i Corinzi

Livello B1 · 331 parole

Esopo e i Corinzi

C'era una volta un popolo fiero che viveva in una ricca città portuale dove il vento soffiava dolcemente. Questa bella città chiamata Corinto era conosciuta ovunque per le sue torri dorate e i suoi mercati colorati. Ma gli abitanti della città si vantavano costantemente dei loro nobili antenati e non curavano gli stranieri. Un giorno, il saggio favolista Esopo decise di visitare questa magnifica città. Esopo fu rattristato nel vedere che la gente andava fiera solo della ricchezza e del cognome di famiglia.

La folla radunata nella piazza principale della città circondò Esopo e iniziò a deriderlo. Un mercante arrogante si fece avanti e si vantò dicendo: "I nostri antenati sono re!" Sorridendo, Esopo tirò fuori dalla tasca un piccolo pezzo di fango e una pietra brillante. Nei tempi antichi, quando la natura impastava gli umani con l'argilla, aggiungeva lo stesso amore a tutti", disse. "I vostri nobili antenati vi hanno lasciato un meraviglioso patrimonio, ma voi cosa state facendo oggi?" Qualcuno tra la folla continuò a gridare: "La nostra stirpe è la stirpe più suprema!" Esopo fece un profondo respiro e raccontò una saggia favola alla gente arrogante della piazza.

Un pino in cima ad alte montagne guardava con arroganza in basso una piccola margherita nella valle. Ma quando scoppiò una tempesta, il pino crollò, mentre la flessibile margherita sopravvisse. Quando i Corinzi ascoltarono questa storia impressionante, si fermarono un attimo e si immersero in profondi pensieri. Iniziarono a capire che la grandezza dei loro antenati non li rendeva esseri umani migliori. Il più anziano uomo saggio della città si inchinò con rispetto davanti a Esopo e lo ringraziò. Da quel giorno in poi, gli abitanti della città impararono a giudicare le persone per la loro bontà e non per la loro stirpe. Esopo lasciò il pezzo di fango dalla sua tasca sul terreno e si mise in cammino con un dolce sorriso sul volto.

Il vero valore non è nascosto nel passato di una persona, ma nel suo cuore e nelle sue azioni. L'albero si riconosce dai frutti, l'uomo dalle sue opere.