Ermes e le due donne
C'era una volta un grazioso paese di montagna che brillava all'ombra degli ulivi. In questo paese vivevano una accanto all'altra l'umile e sorridente Ayla e la superba e ricca Berna. Ayla era una donna buona che divideva con tutti il poco pane che aveva in mano e il cui cuore era pieno di amore. Berna invece era una persona superba che pensava solo al proprio profitto e si vantava dei suoi gioielli vistosi. Un giorno il dio Ermes volle mettere alla prova la sincerità di queste due donne prendendo la forma di un mortale. Ermes, nella forma di un viaggiatore stanco, bussò prima alla porta della magnifica dimora di Berna. Quando Berna aprì la porta e vide davanti a sé uno straniero polveroso, fece subito una smorfia.
Il viaggiatore chiese con voce dolce: «Vengo da molto lontano; mi dareste un sorso d'acqua e un poco di cibo?» La donna ricca disse con orgoglio: «Non disturbare invano la porta di una persona nobile come me!», e chiuse la porta con forza. Ermes camminò poi verso l'umile capanna di legno di Ayla e bussò alla sua porta. Quando Ayla vide l'ospite, sorrise con grande cortesia e lo invitò a entrare. Mise davanti allo straniero l'unica pagnotta di pane e la zuppa calda della tavola senza alcuna esitazione. «La mia tavola è piccola ma il mio cuore è largo; per favore, riempite lo stomaco», disse, e accolse il suo ospite con sincerità. Dopo che Ermes ebbe finito il suo pasto, sparse all'improvviso una luce abbagliante e rivelò la sua vera identità.
Davanti a questo comportamento sincero della donna generosa provò una profonda soddisfazione. Premiò l'umile capanna di Ayla con oro splendente e con una tavola abbondante che non si esaurisce mai. Ma quando l'avida Berna vide questo evento miracoloso dalla finestra, si precipitò fuori con pentimento. Tuttavia Ermes si voltò verso di lei e disse: «La vera ricchezza non sta nei beni ma in un cuore puro e generoso.» Mentre si allontanava di lì accompagnato da un vento magico, Berna rimase sola con la sua superbia. Il vero valore delle persone non si misura con la ricchezza che possiedono ma con la generosità nei loro cuori. Si raccoglie quello che si semina.